Alla nostra storia

La Pandolfaccia è un'associazione dedita alla rievocazione storica medievale del tardo secolo XIV. Il gruppo allestisce accampamenti militari e realizza spettacoli e dimostrazioni che coinvolgono soldati, sbandieratori, musici e mangiafuoco... e molto altro ancora.

Nelle manifestazioni e nelle feste storiche, il gruppo rievoca le gesta di una compagnia di ventura al soldo del condottiero e signore di Fano, Pandolfo III Malatesta (1370-1427); allestisce un accampamento militare, in cui si ricreano spaccati di vita medievale; racconta aneddoti e tradizioni di vita medievale; mette in scena spettacoli e dimostrazioni che coinvolgono soldati, sbandieratori, musici e mangiafuoco.

Nata nel 1985 ad opera di alcuni abitanti del quartiere "Madonna del Ponte" di Fano - e sostenuti dall'allora parroco don Gualfardo -, la Pandolfaccia si è caratterizzata sempre per il carattere di inclusione verso tutte le realtà della città; soprattutto a livello sociale, per la gratuità di tutti i corsi e la disponibilità ad accogliere, tra i propri membri, chiunque avesse voglia di partecipare agli incontri di formazione e alle uscite del gruppo. Ancora oggi il gruppo è rimasto fedele a questo spirito sociale, potendo vantare di essere una delle pochissime associazioni a sostenere le attività in palestra dei suoi membri, coprendone completamente le spese.

Come molti gruppi storici degli anni '80, gli spettacoli della Pandolfaccia comprendevano la sfilata della corte, a cui abbiamo da sempre aggiunto l'esibizione di armati che duellavano tra loro. Questi combattimenti, incentrati soprattutto sulla spettacolarizzazione e il divertimento degli astanti, hanno distinto la Pandolfaccia dagli altri gruppi della zona, creando una peculiarità che ha permesso al gruppo di essere apprezzati nelle feste medievali e perfino in alcuni sceneggiati televisivi.
Da queste esperienze si è attinto per realizzare una festa medievale anche a Fano, il "Palio del tiro alla fune".

Con il passare degli anni, l'associazione è divenuta una realtà complessa, che oggi abbina alla tradizionale passione per i duelli scenici la necessaria cura per l’approfondimento e la ricerca storica, l'eleganza e la spettacolarità delle esibizioni degli sbandieratori, la suggestione degli spettacoli di sputafuoco, giocolieri e danzatrici del ventre, la bellezze e l'abilità dei suoi cavalieri impegnati nelle gare all'anello e nei duelli armati. La Pandolfaccia, supportata dai preziosissimi consigli della professoressa Anna Falcioni e dagli studi di alcuni iscritti e amici, ha iniziato un processo di maggior aderenza al periodo storico. Nel tempo sono stati adeguati i vestiti dei suoi membri così da avere una maggior filologicità, si è prestata maggiore attenzione ai dettagli delle stoviglie, le forme di tavoli e mobilie, degli spettacoli che vengono rappresentati. Il gruppo ha posto l'accento sullo studio delle fonti storiche, sia pittoriche (come quadri e miniature) che a livello di reperti scritti: i suoi armati si formano sui trattati medievali e rinascimentali di maestri d'arme come Achille Marozzo e Antonio Manciolino. Gli sbandieratori si basano invece sugli scritti dell'Alfieri e sulle ricerche del gruppo della LIS.

Oltre alla bravura di ogni singolo sottogruppo, un grandissimo punto di forza della Pandolfaccia è la capacità di esibire spettacoli che coinvolgano tutti i gruppi che la compongono: la possibilità di vedere insieme combattimenti, spettacoli di sbandieratori e la suggestione del fuoco per creare un prodotto finale che sempre pieno di emozioni. Tutto questo trova la massima espressione in alcuni spettacoli di punta del gruppo, che sono stati rappresentati negli ultimi anni. Fra questi ultimi, si ricordano il "Regina Rosæ" o la "Battaglia dell'Arzilla".